Benvenuto Fantascientificast!

01 febbraio 2012

Nell'universo dei podcast brilla una nuova stella, e noi appassionati di questo frizzante mezzo di comunicazione siamo pronti a raggiungerla, là dove nessun uomo è mai giunto prima!

Paolo Bianchi ed Omar Serafini, due assoluti veterani del podcasting, circondati da un nutrito gruppo di amici (di cui ho avuto il piacere di far parte già da questo primo episodio) ci offrono un universo di informazioni sulla fantascienza a 360 gradi, dal cinema alla letteratura, dalle serie TV ai videogame, il tutto condito dalla simpatia dei conduttori e dei loro ospiti!
Buon ascolto!

Windows 8. Un primo sguardo.

23 gennaio 2012


L’attesa per un nuovo OS di casa Microsoft è sempre ricca di spunti, gossip, indiscrezioni, specialmente dopo 2 tornate a dir poco controverse.
Da quel Windows Vista definito indirettamente un fallimento dallo stesso Steve Ballmer, ormai unico numero uno della casa di Redmond, a Windows 7, riconosciuto unanimamente un ottimo prodotto, specialmente perché venuto a consolare un mercato davvero arrabbiato per la mediocrità del predecessore che tuttavia aveva giovato come sempre dell’imposizione da parte dei produttori hardware.
Il nuovo sistema promette prestazioni migliori di Windows 7 a parità di hardware, grazie ad un’ottimizzazione delle varie componenti ed ad un utilizzo più efficiente di processore e memoria. Come sempre tra Sistemi Operativi ci si “ispira” l’un l’altro, ed ecco apparire la “superbar”: un contenitore di icone davvero troppo simile al dock di MacOs all’interno tuttavia della nuova interfaccia “Metro”, già presente in Windows Phone 7 ed ottimizzata per dispositivi touch (cosa che non può non far pensare ad un piano di crescita nel mondo tablet), che ripropone la costruzione del desktop a mattonelle dinamiche, tanto cara a Microsoft.
Davvero interessante l’opzione “Windows-to-go” che consente di installare l’intero sistema operativo su una chiavetta usb (cosa peraltro già possibile in ambiente Linux). Tale possibilità è ancora poco diffusa ma forse finalmente si comincerà a comprenderne a fondo i benefici, primo fra tutti la possibilità di rendere il proprio “ambiente informatico” indipendente dall’oggetto fisico ma pronto a prendere vita su qualsiasi macchina: a casa, in ufficio, in un internet point. Una volta acceso non solo i files ma ogni elemento che caratterizza il “nostro” pc (video, messaggi, account di posta, configurazione, applicazioni, ecc...) diventa disponibile sempre ed ovunque.
Ulteriori news comprendono un’ipotesi di nuovo filesystem, ma dopo molti annunci passati in tal senso diventa difficile scommetterci, mentre senza dubbio vedremo un’ibernazione/risveglio più rapidi e soprattutto una nuova versione del browser Internet Explorer, alla cui versione 10 spetta il difficile compito di risalire la china dopo che Chrome e Firefox hanno strappato un numero di utenti davvero ingente.
Come ormai tradizione tecnologica una versione di test è trapelata contro la volontà di Microsoft (ma sarà davvero così?) sui canali non ufficiali consentendo di assaggiare questo promettente prodotto e chiedersi: rispetterà le attese di un mercato sempre più concorrenziale grazie soprattutto alle nuove interessanti distribuzioni di linux destinate all’utente finale e dove Apple sembra avere esposto il fianco con un non completamente soddisfacente Lion?
A gennaio 2013, presumibilmente, l’ardua sentenza.

Pensieri di corsa....

Quando il tuo allenatore ti dice “togliti dalla testa che non ce la farai!” e tu riconosci la frase che dici sempre ai tuoi figli e pretendi che ci credano

Quando senti un cartello con scritto 7km/14km che ti parla e ti grida: “Dai Ale, non pensarci e vai di la che ce la puoi fare!!”

Quando ti sei immaginato 14km di asfalto liscio come un biliardo, e invece scopri che 13km e mezzo sono di sentieri ripidissimi ed in cui ad ogni passo devi scegliere se inciampare in una radice o scivolare sul fango, e pensi “comincerà prima o poi la discesa!” ma quando arriva non necessariamente è più facile....

Quando ricordi che un’amica speciale ti ha detto “non mollare mai!” e tu sai che lei non ha davvero mai mollato, anche quando molti altri l’avrebbero fatto

Quando ti ricordi che solo 4 mesi fa pesavi 110 chili, fumavi 15 sigarette al giorno e dopo 2 scalini avevi il fiatone, e capisci che la parola “impossibile” non esiste

Quando decidi che una camminatina intorno al decimo km non è necessariamente un’onta: lo fa anche gente che ha su un paio di centinaia di euro di abbigliamento tecnico

Quando ti accorgi che il cronometro alla fine lo hai guardato solo due vole: alla partenza per avviarlo ed all’arrivo per fermarlo, dato che in mezzo in fondo non te ne importava molto

Quando pensi che se ti fossi ricordato il gilet antivento sarebbe stato meglio, ma se ti fossi dimenticato i cerotti (come fai di solito) sarebbe stato molto peggio

Quando al cartello 8km ti chiedi “ma quanto manca?” dato che 14 meno 8 non è più un’operazione così scontata, ma sai che qualsiasi sia il risultato andrai avanti

Quando ti superano persone che potrebbero essere i tuoi genitori, come una ferrari supererebbe una panda, ma tu sai che in giro ci sono ragazzi che potrebbero essere tuoi figli strafatti ed incapaci di fare 2 passi a quell’ora della domenica mattina

Quando alla salita dell’undicesimo chilometro ti viene il dubbio che da qualche parte sul volantino ci fosse scritto di portare corde e picozza

Quando vedi che ti passano davvero in tanti, ma qualcuno lo superi anche tu: si, ok, solo i novantenni con bastone ma è un dettaglio

Quando capisci che non è un disonore arrivare ultimo o quasi, ma lo è non provarci nemmeno perchè convinti di non farcela

Quando parti sapendo che non ci sono in ballo trofei o medaglie, ma qualcosa di molto più prezioso: il raggiungimento di un tuo obiettivo ed il superamento di un limite con cui hai convissuto per anni e sai che ce la farai, in 2, 20,o 200 ore ma arriverai in fondo a qualsiasi costo

Quando vedi uno con la maglia della nazionale francese di calcio, e non ti viene voglia di picchiarlo perchè in quel momento è un podista come te, non un tifoso tuo avversario

Quando da novellino vedi una macchia verde in lontananza e pensi “Uh, che bello! Un prato!” e non sai ancora che è sì un prato, ma sopra è una lastra di ghiaccio

Quando arrivi a 12 chilometri stanco come eri 2 giorni prima al terzo, e ti rendi conto che la gente, gli alberi, le foglie, l’aria, tutto era diverso e tutto ha corso insieme a te spingendoti verso l’arrivo

Quando all’ottavo chilometro pensi che con l’altro percorso saresti già arrivato, ma sicuramente te ne saresti pentito

Quando nell’arco di 20 metri passi da un “basta, sotterratemi qua!” a un “all’arrivo riparto e faccio 3 giri!”

Quando schiena, caviglie, ginocchia, iniziano a mandarti imprecazioni che nemmeno i tuoi compagni di caserma sapevano costruire così articolate

Quando maledici il negoziante che ti ha venduto le “calze tecniche” da 10 euro al paio, che ti stanno dando problemi che le calze del mercato da 3 euro il pacco da 5 non ti avevano mai dato

Quando l’ultimo chilometro è come l’ultimo mese di gravidanza: lungo come tutti gli altri messi insieme

Quando scopri che qualcuno si è alzato alla tua stessa ora, o forse prima, non per venire a correre e divertirsi, ma per dare il tè caldo a te che corri e ti diverti

Quando mentre le gambe sembrano ormai andare da sole la testa riesce a pensare a tutte queste cose

Quando scopri che correre in tanti è 100 volte più bello, che correre con amici è 100 volte più bello, che correre in mezzo alla natura è 100 volte più bello, e quindi quella corsa è un milione di volte più bella

Quando il biglietto dei controlli appeso al collo brilla come una medaglia e la bottiglia di vino che ti danno al traguardo luccica come una coppa

Quando tutto questo accade ogni corsetta di paese può assumere il sapore di una finale olimpica, ed è il più dolce del mondo!

Le migliori idee regalo per un Natale elettronico

07 dicembre 2011


Natale è alle porte ed i regali tecnologici sono ormai da diversi anni tra i preferiti nelle nostro paese.
È sempre alto il desiderio di possedere l'oggetto tecnicamente più performante oppure semplicemente più alla moda. Sposando entrambi questi elementi casa Apple è destinata anche questo Natale ad un grande successo commerciale: sia col neonato iphone 4S che può contare su una vasta platea di tecnofili che si sono fermati di fronte allo scetticismo generato dal suo predecessore, sia con l'ipad2, netto miglioramento di un già ottimo prodotto che si consolida re indiscusso del mercato da lui stesso aperto.
Col tempo però tale mercato si è ampliato in termini di offerta, vedendo la comparsa di dispositivi in grado di soddisfare la voglia di tablet di clienti con gusti tecnologici o disponibilità economica differente dal tradizionale affezionato di casa Apple: un'offerta variegata, che comprende prodotti di punta come l'ASUS Eee pad transformer Prime, macchina dotata di un hardware di tutto rispetto e soprattutto dell'ultima attesissima versione di Android "Ice Cream Sandwich" e prodotti di fascia più bassa, come i discreti tablet della Mediacom che, con i loro touch capacitivi ed il loro basso costo, ridefiniscono il rapporto qualità prezzo del segmento entry-level.
La nuova versione di Android ed il potente hardware di ultima generazione contraddistinguono anche la recente offerta di smartphone, spingendo l'HTC HD2 ed il Sansung Galaxy SII al top della concorrenza al melafonino. Apprezzabile il coraggioso tentativo dei coreani di creare con il Galaxy Note un nuovo sotto-mercato, a metà tra il tablet e lo smartphone, e da non dimenticare la completezza nella gamma di prodotti di casa RIM, i cui BlackBerry ormai non sono più destinati solo ai top-manager ma sono in grado di coprire le esigenze di qualsiasi utente, comprese quelle di social-networking dei più giovani, ed il cui tablet costituisce un'interessante interpretazione del genere, non rappresentando un dispositivo a sé bensì un'estensione dello smartphone stesso.
Passando al mondo TV possiamo notare che le dimensioni generose degli schermi restano grossomodo costanti rispetto al forte sviluppo degli ultimi anni, che l'offerta 3d si arricchisce dei modelli privi di occhiali e che si amplia, anche se non con la dovuta risonanza, la disponibilità di servizi innovativi interni all'apparecchio: la GoogleTv diventa finalmente una realtà tangibile anche se ancora molto ambiziosa, e lo standard DLNA, capace in congiunzione con il PC domestico di trasformare la TV in un vero e proprio centro di intrattenimento multimediale, inizia ad essere giustamente considerato una caratteristica irrinunciabile.

In ambito videoludico notiamo ritocchi verso il basso dei prezzi delle console e bundle con titoli interessanti, in quello che probabilmente sarà l'ultimo Natale per la generazione attuale di tutti e tre i maggiori produttori: Sony, Microsoft e Nintendo. In particolare quest'ultima soffre da tempo l'anzianità architetturale della sua Wii, ma godrà dell'occasione delle prime festività natalizie per dimostrare il carattere del suo nuovo 3DS.
Estremamente flessibile e dotato di una facilità di utilizzo che lo rende un ottimo regalo per amici e parenti con meno padronanza della tecnologia il Kindle della Amazon, punta di diamante della categoria dei lettori di libri elettronici in cui tuttavia la distanza tra livelli qualitativi è molto più ridotta rispetto agli apparecchi sopracitati.
Altrettanto versatile in periodo natalizio l'offerta di accessori per iphone/ipod, in particolare i dock con casse acustiche dove la gamma a disposizione partendo da Bose, passando da Jbl e terminando con le sottomarche asiatiche soddisfa ogni esigenza di sonorità e di prezzo, mentre le esigenze più sfaccciatamente "geek" possono essere soddisfatte solo da oggetti eccezionali come l'iCade: lo splendido accessorio che trasforma l'iPad in un cabinet per giochi arcade anni 80.

Niente più Flash nei nostri telefoni

01 dicembre 2011


L’ultimo bollettino da parte di Adobe è stato perentorio: lo sviluppo di Flash su dispositivi mobili terminerà.
Adobe continuerà la manutenzione delle versioni attuali e probabilmente fornirà una versione compatibile con Android 4 ma Android 5.0 sarà certamente la prima release priva dello storicoplugin.
Naturale in questo momento pensare alla netta posizione di Steve Jobs sull'argomento, ma l'ondata di titoli «Jobs aveva ragione» va contestualizzata: non è esatto considerare la sua solamente una preveggenza quando in realtà l'inizio della fine diFlash è stato proprio il gran rifiuto da parte dei dispositivi ios. Apple ed Adobe sono realtà molto vicine dal punto di vista aziendale quindi, a differenza di situazioni simili, si può essere ragionevolmente certi che la posizione di Jobs sia stata dettata solo da motivazioni tecniche: Flashè una piattaforma troppo datata e troppo pesante per poter rispondere con agilità alle richieste applicative dei dispositivi mobili.
La capacità del compianto Steve di creare mercati si è rivelata in grado anche di dissolverli, ed ecco che anche sulla piattaforma mobile di casa Microsoft Flash non ha visto la luce. Un flebile lumicino è apparso invece nel mondo Android, dove non vi è stato il franco atteggiamento di diniego di Cupertino e di Redmon, ma dove tuttavia il livello di sviluppo e soprattutto di usabilità a sempre lasciato a desiderare. L’unica piattaforma mobile su cui Flash si è sempre sentito a suo agio è quella dei dispositivi Blackberry, incluse le recenti evoluzioni tablet, troppo poco rispetto agli standard Adobe in termini di presenza. Il mercato, stavolta non è stato ideologicamente dominato da un singolo uomo, ma da lui ne ha tratto gli importanti suggerimenti e, mettendoli a fattor comune con le motivazioni tecniche e commerciali ha emesso il verdetto: html5 sarà il futuro delle applicazioni su smartphone.
L’unica minaccia che incombe su questo giovane standard potrebbe provenire proprio dalle ceneri diFlash: le risorse Adobe che si libereranno da questo cambiamento aziendale potrebbero essere impegnate su Air, il promettente framework multipiattaforma presente ormai da diversi anni ma non ancora giunto ai livelli di diffusione dell’illustre predecessore, ed il cui sviluppo farebbe presagire nuovi cambiamenti nel mondo browser e desktop.
Prosegue quindi il fermento nel pianeta smartphone, fortunatamente nella corretta direzione di una crescita di tecnologia e di usabilità.

L’IT nuovamente in lutto, è morto Dennis Ritchie

19 ottobre 2011

Settimana triste per il mondo dell’informatica. Abbiamo ancora gli occhi lucidi per Steve Jobs, creatore di splendide opere d’arte tecnologica ed oggi ci troviamo a piangere la scomparsa di uno dei creatori originari di quella stessa arte: si è spento all’età di 70 anni Dennis Ritchie, uno dei padri dell’informatica moderna.
La sua carriera inizia nei laboratori della Bell, che insieme al MIT hanno rappresentato negli anni 70 le due maggiori fucine di talenti e di invenzioni destinate a cambiare il mondo dell’informazione.
Al mondo Ritchie ha fatto due enormi regali: il sistema operativo UNIX che nelle sue molteplici versioni ha in seguito costituto la base per MacOsx, Linux, IOS ed Android (i motori di quasi un quarto dei computer desktop, di oltre la metà dei server web e di quasi tre quarti dei cellulari al mondo) ed il linguaggio di programmazione C: il DNA con cui i software realizzati da generazioni intere di programmatori hanno letteralmente dato vita all'era dell’informazione a cui tutti noi apparteniamo. Due straordinarie realizzazioni che non celebrate come status-simbol o pronunciate come terminologie di tendenza, ma senza queste solide fondamenta lo sviluppo dell’informatica moderna e la sua profonda integrazione nella nostra vita quotidiana non sarebbe mai stato possibile.
Nella sua lunga carriera ha ottenuto molte onoreficenze, in particolare nel 1983 il Premio Turing e nel 1998 la Medaglia Nazionale della Tecnologia, ricevuta dalle mani del presidente Clinton. Verrà ricordato Ritchie, molto a lungo, sia per quei riconoscimenti ufficiali che per le definizioni più informali ed affettuose che il mondo della tecnologia non può negargli: geniale pioniere dell'era digitale e nonno di tutti noi “geek”.

Musica + Libertà = Jamendo

18 ottobre 2011

Esiste un sito che contiene 25.000 artisti, 50.000 album, 320.000 brani. In questo sito è possibile entrare, scegliere, scaricare, ascoltare, ed il prezzo da pagare è sempre lo stesso: zero.

Quando avevo circa 16 anni andavo spesso alle Messaggerie Musicali, restando affascinato di fronte alle pareti tappezzate da copertine di CD per tutti i gusti, generi ed età: dalle gotiche ambientazioni del metal, alle composizioni floreali delle musiche da sottofondo o ai paesaggi idilliaci dei concerti per pianoforte. La mia paghetta di allora mi consentiva di esaudire in minima parte, 1-2 cd al mese, il desiderio di fare un’incetta totale di quegli oggetti così piacevoli per gli occhi e per le orecchie. Oggi, senza intaccare un centesimo della paghetta (fortunatamente evoluta nel corso del tempo), posso esaudire quel sogno di ragazzo: posso entrare in un negozio “virtuale”, prendere tutto ciò che desidero e portarlo via con me.
Questo è Jamendo, e l’ho impropriamente definito “negozio” dato che non esiste una cassa e non esistono prezzi. Jamendo è un sito dove il musicista interessato al numero di ascoltatori più che al numero di euro trova la porta aperta ed ha a disposizione tutti gli strumenti per caricare, descrivere e diffondere la sua opera. La stessa porta aperta accoglie l’ascoltatore alla ricerca di qualcosa di originale, di genuino, di fatto col cuore per raggiungere altri cuori, ed ecco che senza essere costretto a tener d’occhio etichette, importi ed offerte speciali può esplorare sterminate bacheche di copertine e quando qualcosa solletica la sua curiosità basta un click ed il gioco è fatto: senza neppure l’obbligo di iscriversi tutti gli album che vuole vengono riversati sull’hard disk in un istante. Una volta caricati su itunes (o su qualsiasi altro gestore di file mp3) con le rispettive copertine ecco che quello splendido collage di quadratini artistici da 20 centimetri di lato riappare sui nostri monitor in tutto il suo splendore, e le piacevoli note in essi contenute sono pronte ad sbocciare dalle nostre casse o dalle cuffie dei nostri lettori portatili.
Spesso si tende a giudicare frettolosamente ciò che è gratuito valutandolo come probabilmente privo di valore, ma nel caso dei contenuti di Jamendo questa impressione è destinata a svanire nel nulla nell'arco di poche note: le realizzazioni sono, per stragrande maggioranza, di assoluta qualità, sia tecnica che artistica; gli esecutori e gli autori (il più delle volte coincidono tra loro ed anche con la figura del fonico) sono musicisti di assoluto spessore: in due parole gli album disponibili non hanno nulla da invidiare a ciò che possiamo trovare nei negozi tradizionali o online ma dei quali gratuitamente possiamo al massimo avere 30 secondi di anteprima.
Il progetto, il cui nome rappresenta la contrazione dei termini ben noti ai musicisti “Jam” e “crescendo”, nasce nel 2005 e diventa ben presto un punto di riferimento nel panorama musicale su internet, sia per la qualità dei contenuti che per la buona strutturazione della piattaforma. Per l’utente la consultazione è rapida e piacevole, i file sono disponibili nel classico download oppure attraverso il protocollo bitTorrent, in formato MP3 o nell’eccellente OGG Vorbis che, essendo libero da brevetti, più si avvicina alla filosofia di libertà alla base del progetto Jamendo. Dal punto di vista legale i contenuti disponibili su Jamendo sono coperti da una licenza, la “Creative Commons”, in modo da consentire una precisa tutela dell’autore, che può diffondere le sue opere gratuitamente per uso privato, ma può anche esercitare il controllo sull’eventuale utilizzo del proprio lavoro per scopi commerciali (ad esempio come musica di sottofondo per negozi o come colonna sonora). A tal proposito esiste un’apposita area “pro” del sito Jamendo dove negoziare i diritti relativi a questa tipologia di utilizzi, i cui importi comunque si mantengono alla portata anche di produzioni amatoriali.
E' inoltre disponibile una community all’interno di Jamendo dove è possibile iscriversi (o com’è sempre più frequente accedere col nostro account Facebook), scambiarsi commenti ed informazioni, contattare gli artisti anche solo per una parola di apprezzamento (che questi volontari della musica gradiranno certamente), abbonarsi alla ricezione di aggiornamenti sui propri beniamini e, perchè no, fare una donazione a sostegno di chi si ritiene ci abbia appena regalato qualcosa di assoluto valore musicale.
Vorrei concludere pescando tra i miei artisti preferiti per offrire qualche spunto da cui iniziare: non posso che partire dal rock progressive di J.T.Bruce o del più metallico DavidKBD, ma volendo un metal più aggressivo gli ARAI faranno al caso nostro, mentre se si cerca un rock più Gotico la risposta si chiama Anthares. Per chi amasse le atmosfere più esoteriche suggerisco il pianoforte con accenni Celtici degli Zero-project o la musica d’ambiente più elettronica dei MindThings.
Buon ascolto a tutti!