L’IT nuovamente in lutto, è morto Dennis Ritchie

19 ottobre 2011

Settimana triste per il mondo dell’informatica. Abbiamo ancora gli occhi lucidi per Steve Jobs, creatore di splendide opere d’arte tecnologica ed oggi ci troviamo a piangere la scomparsa di uno dei creatori originari di quella stessa arte: si è spento all’età di 70 anni Dennis Ritchie, uno dei padri dell’informatica moderna.
La sua carriera inizia nei laboratori della Bell, che insieme al MIT hanno rappresentato negli anni 70 le due maggiori fucine di talenti e di invenzioni destinate a cambiare il mondo dell’informazione.
Al mondo Ritchie ha fatto due enormi regali: il sistema operativo UNIX che nelle sue molteplici versioni ha in seguito costituto la base per MacOsx, Linux, IOS ed Android (i motori di quasi un quarto dei computer desktop, di oltre la metà dei server web e di quasi tre quarti dei cellulari al mondo) ed il linguaggio di programmazione C: il DNA con cui i software realizzati da generazioni intere di programmatori hanno letteralmente dato vita all'era dell’informazione a cui tutti noi apparteniamo. Due straordinarie realizzazioni che non celebrate come status-simbol o pronunciate come terminologie di tendenza, ma senza queste solide fondamenta lo sviluppo dell’informatica moderna e la sua profonda integrazione nella nostra vita quotidiana non sarebbe mai stato possibile.
Nella sua lunga carriera ha ottenuto molte onoreficenze, in particolare nel 1983 il Premio Turing e nel 1998 la Medaglia Nazionale della Tecnologia, ricevuta dalle mani del presidente Clinton. Verrà ricordato Ritchie, molto a lungo, sia per quei riconoscimenti ufficiali che per le definizioni più informali ed affettuose che il mondo della tecnologia non può negargli: geniale pioniere dell'era digitale e nonno di tutti noi “geek”.

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