Adobe continuerà la manutenzione delle versioni attuali e probabilmente fornirà una versione compatibile con Android 4 ma Android 5.0 sarà certamente la prima release priva dello storicoplugin.
Naturale in questo momento pensare alla netta posizione di Steve Jobs sull'argomento, ma l'ondata di titoli «Jobs aveva ragione» va contestualizzata: non è esatto considerare la sua solamente una preveggenza quando in realtà l'inizio della fine diFlash è stato proprio il gran rifiuto da parte dei dispositivi ios. Apple ed Adobe sono realtà molto vicine dal punto di vista aziendale quindi, a differenza di situazioni simili, si può essere ragionevolmente certi che la posizione di Jobs sia stata dettata solo da motivazioni tecniche: Flashè una piattaforma troppo datata e troppo pesante per poter rispondere con agilità alle richieste applicative dei dispositivi mobili.
La capacità del compianto Steve di creare mercati si è rivelata in grado anche di dissolverli, ed ecco che anche sulla piattaforma mobile di casa Microsoft Flash non ha visto la luce. Un flebile lumicino è apparso invece nel mondo Android, dove non vi è stato il franco atteggiamento di diniego di Cupertino e di Redmon, ma dove tuttavia il livello di sviluppo e soprattutto di usabilità a sempre lasciato a desiderare. L’unica piattaforma mobile su cui Flash si è sempre sentito a suo agio è quella dei dispositivi Blackberry, incluse le recenti evoluzioni tablet, troppo poco rispetto agli standard Adobe in termini di presenza. Il mercato, stavolta non è stato ideologicamente dominato da un singolo uomo, ma da lui ne ha tratto gli importanti suggerimenti e, mettendoli a fattor comune con le motivazioni tecniche e commerciali ha emesso il verdetto: html5 sarà il futuro delle applicazioni su smartphone.
L’unica minaccia che incombe su questo giovane standard potrebbe provenire proprio dalle ceneri diFlash: le risorse Adobe che si libereranno da questo cambiamento aziendale potrebbero essere impegnate su Air, il promettente framework multipiattaforma presente ormai da diversi anni ma non ancora giunto ai livelli di diffusione dell’illustre predecessore, ed il cui sviluppo farebbe presagire nuovi cambiamenti nel mondo browser e desktop.
Prosegue quindi il fermento nel pianeta smartphone, fortunatamente nella corretta direzione di una crescita di tecnologia e di usabilità.
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